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Sabato 18 e Domenica 19 Settembre 2010 si è svolta, al COPAC di Peveragno (CN) la mia 1a sessione di studio sul carattere del cane da Pastore dell’Asia centrale da lavoro.
Il mio amico Gianfranco Maccagno, impresario edile di professione e pastore per passione e tradizione, con la moglie, mi hanno cortesemente condotto un gregge di 40 pecore ed alcuni agnellini nella recinzione del COPAC, ovvero il mio Centro di Osservazione del cane da Pastore dell’Asia Centrale. Quindi sabato mattina di buonora abbiamo organizzato una “mini” transumanza che è partita dai prati adiacenti alla sua abitazione fino ad arrivare al mio allevamento amatoriale. Direi che già questa prima fase è stata entusiasmante e singolare, non sempre ai giorni nostri si può avere l’occasione di condurre un gregge di pecore; le mie corse obbligate, fra prati e fossi, per evitare che andassero ovunque, mi hanno fatto capire quanto siano utili i cani da conduzione dei greggi, senza dei quali sarebbe praticamente impossibile trasferire il bestiame. Noi ne disponevamo solo di uno di pochi mesi che ha fatto cosa sapeva in relazione alla sua tenera età: al resto abbiamo dovuto pensarci noi!
Comunque sono arrivate tutte sane e salve a destinazione ed io ho così potuto iniziare il lavoro, ovvero valutare l’equilibrio di alcuni dei miei soggetti rapportati ad animali indifesi come le pecore e gli agnellini, visto che il cane da pastore dell’Asia centrale, prima di essere utilizzato come guardiano delle proprietà fu per millenni utilizzato come custode di greggi contro i predatori.
Ricordo quando alcune settimane fa parlai di questa mia intenzione all’amico Mauro Salvador, veterano esperto cinofilo e proprietario di un mio cane, lui mi sconsigliò categoricamente l’impresa dicendomi di conoscere alcuni che mi avevano preceduto nell’idea ed avevano avuto pessimi riscontri: praticamente era successo un disastro. Nonostante portassero l’appellativo di cani da pastore, molti erano piombati senza esitazione sugli animali indifesi e li avevano ridotti in cattive condizioni, dimostrando di non avere più conservato nulla di quelle che furono le loro origini di custodi di greggi.
A dire la verità ero anch’io un po’ perplesso in quanto solo qualche giorno prima li avevo visti scagliarsi contro la recinzione di casa mia in alcune simulazioni di intrusione che avevo fatto fare all’amico Massimo di Savona, che aveva indossato per l’occasione un tipico cappuccio da rapinatore. Non appena i cani avevano intuito il pericolo reale si erano trasformati in veri gladiatori, esibendosi in ogni sorta di attacco per impedire all' estraneo di introdursi nella loro proprietà.
Inoltre le pecore, di una razza particolare dotata di corna, sarebbero entrate in una proprietà dove spesso libero i miei cani a coppie e dove sia le femmine che i maschi marcano il territorio con fare di assoluta dominanza. Come non bastasse, due delle mie femmine, Burka e Neera, erano in calore e quindi la tensione dei maschi non mancava certamente.
In ogni caso le pecore hanno fatto ingresso nella recinzione del COPAC e quindi non avrei potuto resistere dallo scoprire come si sarebbero comportati i miei cani cosiddetti “da pastore”. Vorrei anche aggiungere che alcune pecore stavano allattando l’agnellino e quindi erano particolarmente aggressive, non esitavano a scalpitare ed attaccare chi si avvicinasse al proprio pargolo. Quindi le condizioni non erano sicuramente le più rassicuranti.
Per evitare inutili sacrifici degli ovini, sia per rispetto dell’animale che per la generosità dell’amico Gianfranco, ho cercato di adottare le massime precauzioni introducendo un soggetto alla volta, assicurato ad un lungo e sicuro guinzaglio, oltre ad avvalermi di mia figlia Sofia che attendeva con ansia questo momento e con la quale tutti i miei “leoni” hanno uno splendido rapporto. (Sofia, da irriducibile vegetariana, ha indossato per l’occasione una maglietta con uno slogan contro il consumo della carne di agnello!).
Ho deciso di sottoporre a questo test i seguenti cani: Kayman, Annibal, Taleban, il piccolo Skorpion, Burka, Tundra, Orsa, Yena, Tejen e Neera, lasciando fuori, Kimè perché troppo acciaccato dai suoi problemi di vecchiaia, Iran perché in fase di accoppiamento con Neera e quindi non di facile gestione, Kira una vecchia femmina con un problema passeggero ad una zampa anteriore.
Contro ogni mio timore i risultati sono stati STRABILIANTI, nessuno dei cani ha dimostrato aggressività contro le pecore, tutti si sono avvicinati sin da subito con molto equilibrio al gregge, tranne Tundra che all’inizio le abbaiava (forse perché le aveva viste entrare con il proprietario ed il cane da conduzione) e Skorpion che, da cucciolone di 5 mesi, le ha rincorse per qualche istante ma immediatamente dopo gironzolava fra di loro con la massima indifferenza. Nessuno ha infierito sugli agnelli, tutti hanno sopportato, senza reagire, le “cariche” di una madre che difendeva un agnellino nero. Il migliore è stato ANNIBAL che sembrava aver sempre lavorato con loro.
Alcuni soggetti ( Annibal, Neera, Tundra e Tejen) si sono prima strofinati fra lo sterco delle pecore e poi avviati verso il gregge. Questa è una strategia che utilizzano molti canidi per mimetizzare il loro odore quando si introducono in un nuovo territorio e FORSE il loro intento era quello di farsi accettare meglio dal gregge. L’unica cosa certa che tutti quattro derivano dagli stessi ceppi genetici di antichi cani da pastore: Annibal e Neera sono fratelli, Tundra e Tejen entrambe figlie di Kimè e con antenati simili ai primi due.
Qui di seguito riporterò alcune fotografie e filmati per ogni soggetto, in ordine di introduzione.
BURKA: il desiderio di vedere come se la sarebbe cavata la mia preferita era tanto e quindi ho iniziato subito da lei.
Si è limitata a guardarle, non ha dimostrato alcun segno di aggressività, le ha gironzolato un po’ intorno senza però avvicinarsi troppo e poi, visto che era nel pieno del calore, si è preoccupata più ad annusare alcune parti del prato (VEDERE IL FILMATO) e di segnare il territorio.
KAYMAN: ormai lo conosco come il mio cane dal cuore d’oro, non l’ho mai visto una sola volta aggressivo con nessun soggetto debole, compresi i cuccioli quando lo vanno a stuzzicare ed è l’unico che per adesso non ha ancora mai accettato la provocazione degli altri maschi. Un vero cagnone tutto casa e famiglia (ma con un carattere e diffidenza sull’estraneo eccezionali) .
Infatti si è approcciato con molta cautela al gregge, non si è mai avvicinato troppo ed è sempre rimasto ai margini (VEDI FILMATO) fino a che Sofia non lo ha preso e lo ha introdotto; lui si è lasciato condurre ed è rimasto lì accanto a lei sino a quando lo abbiamo riportato nell’allevamento. Addirittura alcune pecore lo venivano ad annusare e lui pareva volesse andarsene.
TALEBAN: con lui la mia preoccupazione era alle stelle, è un cane molto tranquillo quanto fulmineo nelle sue reazioni. E’ difficile che litighi con le femmine con cui vive ma se lo fa loro volano per aria come farfalle. Pare conosca le arti marziali. Con i proprietari precedenti aveva già sterminato alcuni cani del vicinato ed il suo passo felpato, quando avvista un animale, è simile a quello di un giaguaro. Non ha molta pazienza coi cuccioli anche se non li ha mai aggrediti, li sottomette, li spaventa ma non li morde.
Mi sono approcciato con estrema cautela, lo tenevo con un guinzaglio di circa 10m e pareva fosse indifferente. L’ho quindi lasciato e lui si è subito diretto verso il gregge. Il mio cuore ha iniziato a palpitare, una pecora gli è venuta incontro, lui si è gonfiato, ha drizzato la coda ed io ho pensato al peggio. Invece quando la pecora ha indietreggiato lui si è messo a gironzolare fra il gregge come nulla fosse.
TUNDRA: su di lei avevo molti dubbi in quanto conosco la sua possessività, non ha tolleranza nei confronti di nessun animale né tanto meno di cuccioli che abbiano odori sconosciuti, il solo fatto che un qualsiasi essere si trovi nel suo territorio è già un buon motivo per essere attaccato. Infatti la sua prima reazione non è stata delle migliori, se non fosse stata al guinzaglio, probabilmente ne avrebbe morsicata qualcuna, non credo uccisa in quanto rincorre i gatti senza però afferrarli e dopo un po’ non ci fa più caso. Sofia mi ha pregato di non slegarla ed io ho inizialmente acconsentito. La domenica, dopo un giorno che le aveva ormai viste pascolare nel prato antistante alla sua postazione di guardia, ho approfittato dell’assenza di mia figlia e l’ho introdotta nuovamente. Il risultato è stato completamente opposto a quello precedente: si è strofinata nello sterco a lungo, come un vero cane aborigeno e poi ha iniziato a gironzolare attorno al gregge. La mia sicurezza di controllo era il grande rispetto e devozione che lei nutre nei miei confronti, basta un mio comando che (solitamente) si blocca immobile.
ORSA: anche su di lei nutrivo enormi perplessità. E’ la femmina alfa di tutto l’allevamento (tranne della madre Burka che però vive nella recinzione di casa), sono ormai anni che segna il territorio alzando la gamba come un maschio, non ha pietà né per gatti né per cuccioli che non siano suoi, non esita a scagliarsi contro qualsiasi femmina. L’unico aspetto gentile è che accetta subito di buon gusto qualsiasi maschio che le abbino e si lascia cadere a pancia in su ogni volta che uno dei miei familiari le passa vicino. Contro gli estranei è terribile: attacca come un cobra cercando di coglierli di sorpresa.
Incredibile ma vero, ha avvicinato le pecore con il massimo della dolcezza e con una naturalezza strabiliante. Non ho potuto evitare di ricordarmi quando in Turkmenistan, Kakish Kyarizov vide la sua fotografia e mi disse che un tempo molti cani che lavoravano coi pastori nel Karakum Desert erano morfologicamente molto simili a lei. Mi volle infatti regalare questa vecchia fotografia, in bianco e nero, che ritraeva uno di quegli antichi soggetti.
YENA: è attualmente in dolce attesa e la pancia inizia a pesare. Anche lei teme molto i miei comandi e quindi sapevo che non mi avrebbe potuto creare troppe difficoltà. Non posso dire che abbia dimostrato molto entusiasmo per le pecore, anzi, ha anche ringhiato ad alcune di loro che, molto curiose, si avvicinavano oltrepassando quello che lei considera limite invalicabile per chiunque non sia della famiglia. Io ho pronunciato il suo nome ad alta voce e lei ha abbassato la testa guardandomi sottomessa. Non so come si sarebbe comportata se io mi fossi allontanato, posso solo dire che in mia presenza ha poi iniziato anche lei a muoversi fra il gregge senza mai infierire.
TEJEN: il nuovo riacquisto! Anche in questa occasione mi ha confermato di aver fatto la giusta scelta nel volermela riportare a casa come futura fattrice. Non solo è un’infallibile e coraggiosa guardiana, molto equilibrata e amorevole con chi conosce ma sembra sia uscita ieri da un gregge. Lei e Kayman sono gli unici due che ho lasciato per ore con le pecore senza la mia presenza, quando sono arrivato erano coricati a pochi metri di distanza che sorvegliavano gli animali. Anche lei come la sorella Tundra si è subito strofinata nello sterco e poi si è avvicinata. Come potete vedere nel filmato non ha nemmeno reagito all’attacco di una pecora che difendeva il suo agnellino, in quell’occasione la mia pressione è salita a mille ma è bastato farle sentire la mia voce che lei ha rinunciato a qualsiasi reazione. Vorrei precisare che l’ho già vista alcune volte a difendersi dai vari maschi che la vogliono sottomettere in quanto ultima arrivata e vi posso assicurare che se la sa cavare egregiamente, degna dei suoi genitori Burka e Kimè, volesse uccidere una pecora potrebbe farlo in meno di 5 secondi. Si è sempre spostata dalle pecore a Sofia come volesse proteggerle entrambe (VEDERE FILMATO).
NEERA: la sorella di Annibal. Con un po’ di fatica l’ho sottratta a Iran che non voleva cedermela per nessun motivo e l’ho portata dal gregge. Su di lei non avevo dubbi, so che proviene da una storica generazione di cani allevati con le pecore, avrei potuto lasciarle il gregge subito ed andarmene tranquillo, sicuro che nessuno avrebbe sottratto un solo capo: né animali né uomini! Ho visto in Tajikistan svariati soggetti molto simili a lei che sapevano difendere il gregge in modo impareggiabile, credo infatti che la sua linea di sangue abbia origini da quelle parti anche tenendo conto del suo manto nero e della sua testa non molto voluminosa. Neera è una di quelle femmine che si sottomette al maschio solo se vuole e tutti loro lo hanno già capito e non vanno mai oltre, anzi le riservano molta tolleranza. Non bisogna mai dimenticare che un maschio è spesso perdente nelle dure liti con la propria femmina, questo capita anche al leone, il re della foresta!
SKORPION: il piccolo diavolo! Inizialmente non gli sono piaciute molto, le rincorreva con il pelo rizzato sulla schiena, ma non avendo ancora i canini ci siamo fatti una risata e l’abbiamo lasciato fare. Dopo meno di un minuto ha iniziato a girargli intorno indifferente, ogni tanto le guardava ma non penso abbia ben capito di cosa si trattasse! Nonostante sia già inavvicinabile dagli estranei a soli 5 mesi, è molto dolce con noi e gioca tutto il giorno con “Checco” il gattino di Sofia. E’ un cane che ha meravigliato anche me nonostante avessi premesso alcuni mesi fa le sue doti, lui sta superando ogni aspettativa. E’ già adulto. Cosa strana in una razza che a volte sono necessari anni per vedere i primi segni di maturità. Speriamo continui su questa strada.
ANNIBAL: il migliore in assoluto. Devo ammettere che non me lo sarei mai aspettato. Le sue reazioni sono spesso fulminee su tutto ciò che muove (alcuni giorni fa, durante la simulazione di un’intrusione, l’avevo visto scagliarsi contro la recinzione con una potenza e velocità senza precedenti! – Dispongo anche dei filmati che probabilmente pubblicherò) ed avevo timore di non poter intervenire in tempo qualora avesse deciso di partire contro una malcapitata pecorella. Invece mi ha stupito. L’ho avvicinato cautamente tenendolo con il lungo guinzaglio, lui ha annusato uno sterco e poi ci si è strofinato sopra. Poi si è alzato ed ha iniziato a sventolare la coda. Nonostante mia figlia continuasse ad incoraggiarmi a liberarlo, io mi immaginavo già la telefonata che avrei dovuto fare all’amico Gianfranco, il proprietario del gregge!
Invece sono rimasto incantato a vedere come si muoveva, solo in seguito mi sono ricordato di avere in mano la macchina fotografica ed ho iniziato questo filmato (CLICCA PER VEDERE): le ha sempre volute radunare per sorvegliarle meglio ed è stato tollerante in qualsiasi occasione compreso con una pecora che lo ha sfidato per proteggere il suo agnello (VEDI FILMATO). Il giorno dopo faceva salti di gioia nel poter nuovamente entrare nella recinzione e potersi ancora avvicinare al gregge: una vera passione per il lavoro di guardiano.
E’stata una bellissima esperienza, anche se le pecore mi hanno mangiato oltre all’erba anche alcuni alberi (un melo a cui mia moglie teneva in particolare!).
Avevo già potuto intuire in molte occasioni l’equilibrio dei miei cani ma questa è stata una singolare dimostrazione che sto percorrendo la strada giusta nel selezionare soggetti certamente molto determinati nel difendere il loro territorio ma anche estremamente equilibrati. Nulla a che vedere con ciò che dicono alcune malelingue del settore, ovvero che i miei cani sarebbero reattivi solo perché maldestramente addestrati con sistemi artificiali, (l’ultima che ho sentito è che gli metterei la corrente sulla rete delle gabbie! - Siamo addirittura una famiglia di animalisti con figlie che non mi consentono neanche di uccidere i topolini che entrano in casa d'estate, mi tocca catturarli con innoque trappole per poi liberarli al fiume!). I mei cani non hanno mai avuto il minimo addestramento e la conferma lo sono i cuccioli che cedo regolarmente alle famiglie di tutt'Italia, i quali non appena diventano adulti reagiscono spontaneamente nei confronti degli estranei come fecero sempre i genitori. Se il carattere dei miei cani fosse frutto di un qualsiasi addestramento, ciò non si potrebbe verificare!!!
Ceramente non credo sia cosa comune per cani di questa portata caratteriale avere lo stesso equilibrio dei miei (questo è un lavoro di selezione ormai ultradecennale).
Non si può nemmeno dire semplicisticamente che tutti i cani da pastore dell’Asia centrale si sarebbero comportati nello stesso modo. Sarà solo un caso ma Sabato pomeriggio un amico mi è venuto a fare visita con due soggetti: un ottimo maschio da guardia e difesa, molto affettuoso con il bambino (nato da una mia femmina coperta con un stallone di provenienza sovietica) ed una femmina sterilizzata di linee di sangue completamente diverse dalle mie anche lei una buona guardiana e affettuosa in famiglia. Né io né lui ce la siamo sentita di liberarli dal guinzaglio. Nonostante il maschio fosse nato da cani che allora lavoravano ottimamente con il gregge, continuava a ringhiare vistosamente con serie intenzioni di aggredire. La femmina ancora peggio.
Quindi si fa presto a dire “cani da pastore” ma poi in pratica, certe caratteristiche, molti cani le perdono nel tempo specialmente se la selezione non è stata mirata al lavoro ma verso altri obiettivi.
Su Kimè, Iran e Kira che non ho potuto testare non voglio sbilanciarmi ma intendo fare alcune precisazioni. Kimè è il padre di Tejen e Tundra, che hanno superato brillantemente la prova, oltre ad aver sempre tollerato tutti i gattini che mia figlia Sofia ha introdotto più volte nel nostro giardino. Non ha mai infierito sui cuccioli che spesso facciamo entrare per socializzarli e non è solito essere molto aggressivo con i cani che passano in strada. Iran ancora di meno, lui odia solo gli uomini estranei, con le femmine non è mai stato molto dominante, anzi sempre molto accondiscendente, tanto da essersi guadagnato l’appellativo del "Rodolfo Valentino" dell’allevamento. Kira, la femmina ucraina, è ormai vecchia e pigra, non credo si sarebbe sognata di rincorrere le pecore, essendosi anche rivelata da giovane la femmina più ponderata nelle reazioni: molte ringhiate ma poche reazioni effettive.
Secondo me aver dimostrato di saper instaurare un buon rapporto naturale con le pecore e gli agnelli è sicuramente stato il superamento di un esame importante per tutti i miei cani.
La grande affidabilità con i famigliari che possono vantare, quasi in esclusiva, tutti i cani da pastore (specialmente da protezione più che da conduzione) deriva proprio dal loro istinto di proteggere, contro i predatori, svariate tipologie di animali più deboli solo perché appartenenti al suo padrone, anche se facenti parte di una tipologia da annoverare fra le prede naturali degli stessi loro antenati. Questo è il grande fenomeno che è avvenuto nella storia!
…poi è giunto il momento che le pecore uscissero dalla recinzione del COPAC e con un po’ di malinconia ci siamo promessi di ripetere l’esperienza il prossimo autunno, magari allargata a tutti i miei amici, appassionati della razza.
Il giorno prima erano venuti da me, Diego e la moglie Claudia a ritirare Yekemen, un bellissimo cucciolo che ricorda Kimè quand'era piccolo, che dovrà fare la guardia ad una casa appena terminata, ...forse il prossimo anno, fra le pecore, ci sarà anche lui.
Piemonte: Verbania, Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Vercelli, Aosta
Liguria: La Spezia, Genova, Imperia, Savona
Lombardia: Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Sondrio, Varese
Veneto: Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza
Friuli Venezia Giulia: Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine
Trentino Alto Adige: Bolzano Alto Adige, Trento
Emilia Romagna: Bologna, Ferrara, Forlì Cesena, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini
Toscana: Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Siena
Umbria: Perugia, Terni
Marche: Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro Urbino
Abruzzo: L'Aquila, Chieti, Pescara, Teramo
Molise: Campobasso, Isernia
Lazio: Frosinone, latina, Rieti, Roma, Viterbo
Campania: Avellino, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno
Basilicata: Matera, Potenza
Puglia: Bari, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto
Calabria: Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia
Sicilia: Agrigento, Caltanisetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani
Sardegna: Cagliari, Nuoro, Oristano, Sassari
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