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03/05/2011 - I cani aborigeni del Karakum Desert TURKMENISTAN



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Il deserto del Karakum (Garakum) costituisce il territorio principale di tutto lo stato del Turkmenistan anche se solo una parte di questo è composto da vere dune di sabbia tipiche di molti altri deserti.

E’ invece più facile sentir parlare di Karakum Desert, dagli abitanti locali, anche riferendosi a zone che non sembrano molto diverse dalle nostre comuni campagne, dove lo stato sta facendo molto per renderle coltivabili, specialmente se non molto lontane dai pochi corsi d’acqua esistenti.

 

Con il cambiare della vegetazione, varia anche la fauna selvatica e le difficoltà che debbono fare gli animali per sopravvivere, comprese le pecore ed i cani da pastore.

Gli ovini che pascolano nel deserto vero, prevalentemente capre di colore nero e bianco, debbono accontentarsi ogni giorno di poche sterpaglie che riescono ad individuare fra le dune di sabbia o peggio ancora su sconfinate distese di terra dura come la roccia e spesso ricoperta da una crosta di sale che emerge dal sottosuolo (e quindi “brucia” ogni forma di vita).

 

Fortunatamente un’altra parte di deserto è anche composta da sabbia argillosa che con le abbondanti piogge primaverili permette al foraggio di svilupparsi e di sfamare le pecore nella stagione degli agnelli.

 

Dovendo vivere in territorio così vasto e poco generoso di vegetazione, la pastorizia nomade fu sempre l’unica possibilità reale per sfamare le greggi durante l’anno e solo percorrendo centinaia di chilometri nel deserto i pastori turkmeni riuscirono a mantenere in vita tutti gli ovini favorendone la loro riproduzione, unico patrimonio dei pastori.

 

E’ proprio in questa dinamica del Karakum Desert che si possono ancora trovare i famosi pastori nomadi ed i loro cani aborigeni ( ..la mia vera passione) tenuti per difendere gli animali dai vari predatori, compreso il leopardo.

 

Come ho già scritto altre volte, questa tipologia di cane da pastore aborigeno è di dimensioni molto contenute: E’ molto difficile trovare nel deserto maschi che superino i 70/73 cm di altezza e le femmine i 65/68 e la loro struttura non risulta mai assolutamente pesante né troppo molossoide, diversamente non sopravvivrebbero a quello stile di vita. Infatti il termine Garakum (Karakum) Desert, ovvero “deserto nero”, non è dovuto al colore della sabbia come si legge in alcune recensioni e pensavo anch’io prima di andarci personalmente, bensì al durissimo sistema di vita dei suoi abitanti.

 

Molte volte i cani che vivono nel Karakum Desert, oltre a vivere privi di ogni cura, non bevono per giorni e quando lo fanno devono accontentarsi, come le pecore e capre, di acqua ormai putrefatta.

Mangiano, ma non tutti i giorni, un po’ di pane d’avanzo dei pastori, cotto nei tipici forni asiatici di argilla e quindi per sfamarsi sono costretti a cacciare ogni notte piccola selvaggina, roditori, tartarughe, rettili e se sono agili uccelli.

Più volte ho trovato escrementi di cani con ancora peli o piume degli animali ingeriti ed ho pensato a quei molti “Alabai” (..per modo di mdire) ormai “europeizzati” che vivono in appartamento e mangiano crocchette.

 

I cani aborigeni sono di una bellezza straordinaria, il loro sguardo suscita emozioni inspiegabili e credo sia proprio la loro disomogeneità morfologica e radicata rusticità che li renda di un fascino irresistibile. Nei loro occhi si legge la storia dell’antica Asia centrale.

 

Purtroppo di vecchi pastori ne sono rimasti pochi e la maggior parte dei giovani si occupa di pastorizia solo se non ha ancora trovato un’alternativa migliore, quindi anche lì è molto difficile individuare chi conosce la storia dei vecchi Chupon-it, successivamente  ribattezzati da sovietici con il nome di Alabai.

 

Esistono comunque ancora, sparsi per il Karakum Desert, alcuni irriducibili pastori nomadi ma è più facile trovare verso le montagne ai confini con l’Iran dei veri e propri “malgari” che, con attrezzatura ormai in via di modernizzazione, cercano di trarre buoni profitti dall’ allevamento del bestiame. Alcuni di loro hanno cani con struttura molto più robusta, sono più lenti nei movimenti e solitamente più disponibili a socializzare con gli estranei, anche se qualche buon guardiano si può incontrare anche là.

 

Dopo molti anni di studio in tal senso e dopo averne incontrati ormai centinaia nel loro paese d’origine, riuscirei a distinguere un VERO cane aborigeno fra mille atri.

Il cane aborigeno ha una personalità, quasi indescrivibile a parole, che lo rende unico ed inconfondibile.

Indipendentemente dalla sua struttura, che può anche essere robusta e con testa molossoide, dal suo carattere (solitamente più schivo) che può risultare coraggioso o meno, aggressivo o docile, dominante o sottomesso, LUI è il VERO CANE e non può essere confuso con nessun altro, compresi quelli che spesso vengono oggi “spacciati” come tali dall’ormai variegata scelta di allevamenti della razza.

Ciò che rende “realmente aborigeno” il cane da pastore non è solo il suo DNA, come alcuni sostengono, bensì il sistema di vita che ha condotto ogni giorno fino al momento che lo si incontra nel deserto, fra le pecore od allo stato randagio.

 

Il cane aborigeno deve essere tanto agile da cacciarsi ogni notte la sua razione di cibo, così affidabile da non approfittarsene degli agnelli quanto aggressivo da poter combattere contro i predatori.

E ancora sano da sopportare tutte le avversità, rustico da affrontare ogni intemperie, astuto, coraggioso, diffidente e molto altro ancora.

 

Diversamente non sopravivrà a lungo!

 

Godetevi questI filmatI che dedico a tutti gli appassionati che mi seguono da anni con passione e mi danno ogni giorno la carica per continuare nella mia selezione.

 

Per vedere il 1° VIDEO - filmato: CLICCARE QUI

 

Per vedere il 2° VIDEO - filmato: CLICCARE QUI

 

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