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CHI HA PAURA DEI LUPI?

Studiandoli da anni in tutto il mondo, ho ormai capito che le persone hanno generalmente molta paura dei lupi, anche se spesso reagiscono in modi completamente diversi.

Ha paura del lupo chi lo vorrebbe estinguere rapidamente, ha paura del lupo chi vorrebbe sparargli solo perché è un lupo, ha paura del lupo chi dice che è un animale inutile al nostro ecosistema (completamente falso) ma ha anche altrettanta paura del lupo chi si vuole convincere a tutti i costi che si tratti di un animale completamente innocuo nei confronti dell’uomo. (Alcuni fatti di cronaca ne stanno testimoniando il contrario).

Non ho mai visto a catturare e maneggiare un lupo, da chi è preposto a farlo per conto dei progetti di conservazione, senza aver preso prima tutte le precauzioni possibili su come sedarlo, tanto da renderlo completamente inefficace.

E’ sbagliato dire che i lupi prima o poi “mangeranno gli uomini” se gli stessi non si decideranno presto ad eliminarli – il lupo deve continuare ad esistere in Natura come tutti gli altri animali – ma è altrettanto imprudente diffondere la pericolosa credenza sul lupo come un animale che sceglierà sempre di scappare di fronte ad un essere umano, specialmente se questo si troverà da solo e in un bosco. Se fino ad ora in Italia il lupo non ha ancora mai scelto di attaccare esplicitamente un essere umano infierendogli ferite mortali, non è assolutamente detto che non potrà mai farlo in futuro. Ne conoscono perfettamente i motivi chi se ne occupa per professione, anche se non vorrà/potrà mai ammetterlo in pubblico, specialmente se i lupi rappresentano un suo tornaconto economico.

E’ ovvio che oggi la pericolosità dei lupi, a fronte delle nostre abitudini di vita molto diverse da un tempo, della nostra facoltà di spostarci nei luoghi isolati con mezzi motorizzati, di lavorare nei boschi con sofisticata attrezzatura motorizzata e rumorosa, rende il pericolo dei lupi molto più limitato di un tempo, mente però senza pudore chi continua a sostenere che il lupo nella storia non abbia mai ucciso gli esseri umani, così come non se ne sia mai cibato delle sue carni. Lo hanno sempre fatto molti cani inselvatichiti nel mondo, figuriamoci se non lo fecero o non potrebbero farlo i lupi, essendone gli antenati (ad esempio in Mongolia, i lupi si cibarono sempre di molti cadaveri lasciati appositamente nel deserto e nella tundra per credenze religiose). I lupi si uccidono e si mangiano addirittura fra di loro, figuriamoci se in qualità di carnivori non potrebbero mangiare altre specie, compresi gli esseri umani.

Qual è invece una grande verità che tutti dovranno per forza accettare presto?
Quella che i lupi continueranno a popolare sempre di più i nostri boschi (che ci piaccia o meno), così come anche gli orsi e altri selvatici, i quali saranno gradatamente introdotti.

Sarà quindi necessario cambiare presto le modalità di frequentare gli ambienti naturali, ovvero con molta più attenzione per la propria incolumità e con molta più tolleranza nei confronti di chi, per difendersi dai lupi, sarà costretto a munirsi di appositi cani che non sono certamente degli “stinchi di santo” (altrimenti non sarebbero temuti dal lupo) ma con i quali è necessario imparare a convivere bene, specialmente lasciando a casa i tanti “topoloni” da divano che oggi la gente ama portare nei boschi a passeggiare.

Tutti quei cani allevati a mangime, sono stati creati dall’uomo per stare in appartamento o al massimo fare “la pipì e la pupù” nelle aree cani delle città e non certamente per andare a passeggio dove ci sono i predatori selvatici!

Stessa cosa vale a dire per chi ama frequentare le zone isolate di notte in cerca di paesaggi da ammirare, incantevoli chiari di luna e suggestivi celi stellati. Non dimenticatevi mai che, prima che quell’orsa sbranasse un podista in Trentino Alto Adige – tra l’altro ottimo conoscitore del territorio in quanto nato e cresciuto in quel luogo – si era ormai diffusa la credenza fra i turisti che bastasse alzare il cestino dei funghi e che gli orsi sarebbero fuggiti, come citato nei cartelli posti lungo i percorsi naturalistici! Ma poi non è accaduto nulla di tutto ciò che s’immaginava e quel giovane oggi è sepolto in un cimitero che io conosco poiché ho personalmente visitato.